“La notizia che tutti i 5.400 dipendenti degli Enti Centrali di Mirafiori, la maggior parte impiegati, andranno per la prima volta in cassa integrazione ordinaria sei giorni, testimonia le difficoltà della Fiat, e la volontà di delocalizzazione dell’azienda“. Così il Portavoce del Partito Pirata – pirateparty.it, Marco Manuel Marsili, commenta la notizia giunta da Torino.
“Poichè la Fiat è un’azienda quotata in Borsa, che da oltre un secolo si giova degli aiuti statali, sarebbe ora che mettesse mano al portafoglio, investendo di tasca propria la liquidità della Ferrari, stimata di quasi 700 milioni (se fosse quotata in Borsa potrebbe valere da sola 3,5 miliardi di euro, contro tutta la Fiat che attualmente ne vale 5 e mezzo)” propone il leader dei pirati italiani. “Basta socializzare le perdite e tesaurizzare i guadagni”.
“Tropo facile per Sergio Marchionne, che guadagna tre milioni l’anno più un bonus variabile sui risultati (nel 2009 è stato di 4,7 milioni), oltre 10 milioni di stock option, il cui valore dipende dai prezzi del titolo Fiat (al momento, per effetto dell’ottima performance delle azioni, le opzioni valgono un premio di 100 milioni di euro, pari allo stipendio di un anno di circa 6.400 operai dell’azienda), decretare la cassa integrazione” critica Marsili.
“Tutto questo avviene nel silenzio del governo presieduto da Monti, che Agnelli nominò nel consiglio d’amministrazione della Fiat nel 1988, quanto il premier aveva appena 45 anni” ricorda il Portavoce del Partito Pirata. “Monti assunse l’incarico di commissario europeo alla Concorrenza tra il 1999 e il 2004 (nei cinque anni precedenti era stato commissario al Mercato interno): in quel ruolo doveva firmare la concessione di aiuti di Stato alle imprese e la Fiat, proprio in quegli anni, incassò sussidi come non mai”.
“Tra il 1999 e il 2002 Monti si trovò a valutare ben otto richieste di aiuti pubblici provenienti dal Lingotto” specifica il leader dei pirati italiani. “Alla fine cinque vennero accolte e tre bocciate. Quelle accolte furono a vantaggio di Pomigliano d’Arco (39,6 miliardi di lire concessi nel 1999), Termoli Imerese (54 miliardi nel 1999), Mirafiori Carrozzeria (69 miliardi concessi nel 2000), Melfi (78 miliardi concessi nel 2001) e per l’Iveco di Foggia (121,6 milioni di euro concessi nel 2002)”.
“In totale, l’ex consigliere d’amministrazione della Fiat concesse qualcosa come 500 miliardi di lire dell’epoca alla sua ex azienda, mentre i tre aiuti bocciati valevano un totale di 131,6 miliardi. In quegli anni deve essersi slogato il polso a forza di firmare aiuti di Stato” sottolinea ironicamente Marsili.
“La Fiat ha goduto di immensi benefici economici da parte dello Stato italiano, ovvero dei cittadini-contribuenti, che hanno risollevato l’azienda in crisi. Sono poco più di 7,6 miliardi di euro i finanziamenti che lo Stato italiano ha erogato alla Fiat tra il 1977 e il 2009, oltre alle auto acquistate della Pubblica amministrazione (Polizia, Carabinieri, Finanza, ministeri, ecc.), che per decenni sono state esclusivamente quelle prodotte dal Lingotto, spesso presentate in pompa magna al Quirinale innanzi al Presidente della Repubblica, da sempre testimonial d’eccezione della casa torinese” ricorda il capo dei pirati. “Una cifra importante che ha toccato la dimensione economica più rilevante negli anni Ottanta. In questo periodo di profonda ristrutturazione di tutto il settore automobilistico mondiale, il Lingotto ha ricevuto dallo Stato italiano oltre 5,1 miliardi di euro“.
“Dal 1990 in poi – ricorda il Portavoce del Partito Pirata -, sono di particolare interesse gli investimenti, a carico dei contribuenti italiani, erogati per la costruzione degli impianti di Melfi e Pratola Serra (1.279 milioni di euro). Di tutto rispetto anche il costo per le casse pubbliche delle ristrutturazioni avvenute a Melfi (tra il 1997 e il 2000) e a Foggia (realizzata tra il 2000 e il 2003): nel primo intervento la Fiat ha incassato 151 milioni di euro, nel secondo, invece, 121,7 milioni. Degna di nota anche la spesa per coprire gli incentivi alla rottamazione: grazie a questi provvedimenti lo Stato ha perso oltre 465 milioni di euro. Il calcolo non tiene conto dell’importo sostenuto per l’erogazione degli ammortizzatori sociali. Tra il 1991 e il 2002 la spesa è stata pari a 1,15 miliardi di euro” calcola Marsili.
“Questo spiega il silenzio assordante sulla vicenda Fiat da parte del ministro Passera (ex ad di Intesa Sanpaolo, la banca Torinese di cui Monti è stato anche consigliere di amministrazione), e del presidente del Consiglio. Chiediamo al governo un segnale forte: la nazionalizzazione della Fiat, patrimonio del Paese, e frutto del sacrificio di milioni di lavoratori e contribuenti italiani” conclude il leader dei pirati italiani.
Il Partito Pirata – pirateparty.it condanna il grave attentato di Brindisi che ha spezzato la vita innocente di una ragazza di 16 anni, ferendo altri sette giovani, di cui una in gravissime condizioni. “Esprimiamo il nostro dolore per la morte di Melissa Bassi, e ci stringiamo con affetto ai genitori” dichiara il leader dei pirati italiani
“Il risultato del voto in Grecia, e la necessità di tornare alle urne a giugno, a causa dell’indisponibilità dei partiti anti-sistema di garantire il sostegno ad un governo di larghe intese, conferma il sostegno della popolazione per i movimenti che si schierano apertamente dalla parte della gente, contro gli interessi delle istituzioni finanziarie e bancarie internazionali“. E’ quanto afferma il Portavoce del Partito Pirata – pirateparty.it,
“La Siae rappresenta uno sportello unico per la cultura, e tutela i diritti e i proventi degli autori, garantendo l’incasso derivante dallo sfruttamento delle loro opere”. Così il Portavoce del Partito Pirata – pirateparty.it,
Il Partito Pirata biasima le parole del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che nel corso della trasmissione Porta a Porta ha dichiarato che “A Parma chi ha fatto fallire il Comune ha detto che voterà Grillo. E allora Grillo deve guardare con che compagnia si va a mettere”. ”Chi ha fatto il king maker di chi ha portato al fallimento Parma – ha aggiunto Bersani – ora fa il king maker” del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo.
L’avv. Francesca Caricato, sino ad oggi Responsabile nazionale Welfare del Partito Pirata – pirateparty.it, è stata espulsa dal movimento per gravi ragioni che ostacolano e pregiudicano l’attività del Partito Pirata. All’avv. Caricato, eletta la settimana scorsa consigliere comunale di Calvignano (PV) nelle liste del Partito Pirata, è fatto assoluto divieto di dichiararsi rappresentante del movimento nella suddetta assemblea. La stessa è invitata a mettere a disposizione il mandato ricevuto in quanto esponente del Partito Pirata – pirateparty.it, eletta nelle liste del movimento.
Il Partito Pirata giudica inopportuna la nomina dell’ex capo della Polizia, Gianni De Gennaro a sottosegretario per la sicurezza della Repubblica. Al prefetto De Gennaro, fino a oggi direttore del Dipartimento per le informazioni e la sicurezza presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, va attribuita la
L’Esecutivo del Partito Pirata – pirateparty.it, riunitosi ieri, ha revocato l’incarico di responsabile Web e immagine ad Andrea Visentin, e quello di responsabile politiche energetiche ed ambientali a Marco Masini per prolungata inattività. In precedenza era stata comminata la sanzione dell’avvertimento. Tra le sanzioni disciplinari adottate, vi è anche la revoca dell’incarico di Responsabile dei Giovani pirati ricoperto da Federico Galli. Lasciano inoltre l’Esecutivo, ed i rispettivi incarichi nazionali, il responsabile sondaggi e ricerche di mercato, Roberto Cazzaniga, e la responsabile elettorale Anna Belardi, le cui deleghe vengono temporaneamente assunte dal Portavoce, con facoltà di nomina di sostituti, delega e subdelega.
Il Partito Pirata – pirateparty.it esprime soddisfazione per l’esito delle amministrative, che segnano l’esordio dei pirati nei Comuni italiani. Sono 6 i candidati del movimento eletti per un mandato quinquiennale. Tra questi il portavoce
Il Partito Pirata denuncia il grave clima nel quale si sta concludendo la campagna elettorale, e preannuncia iniziative legali a tutela del suo buon nome. L’amministrazione uscente di Brienno, che il movimento si candida a governare, non si è fatta scrupolo alcuno ad utilizzare gli spazi comunali, adiacenti l’unico seggio elettorale, per propaganda politica da parte del sindaco, contrariamente a quanto previsto dalla legge, e ben oltre i termini permessi. L’Albo pretorio, contenente i programmi delle liste, è stato utlizzato nottetempo per inserire materiale di propaganda elettorale – tra il quale anche un volantino della segreteria provinciale del Pd ed una lettera della Lega Nord – distribuito anche ai cittadini, nel quale si fanno peraltro affermazioni false, diffamatorie e calunniose, che saranno oggetto di denuncia all’Autorità giudiziaria. Il Partito Pirata ha informato l’Ufficio elettorale della Prefettura di Como della grave situazione venutasi a creare da parte delle forze politiche conservatrici che vogliono impedire il cambiamento, a partire da queste amministrative.
Si conferma altresì l’autenticità della lettera dell’on. Davide Caparini, inviata in qualità di presidente della Commissione bicamerale per le Questioni regionali, e non in qualità di appartenente ad una specifica forza politica, con la quale il parlamentare auspica l’affermazione di